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La protesta degli agricoltori: chi vince, chi perde.

Se, come in tanti non avete le idee chiare su cosa sia (stata?) la protesta degli agricoltori passata alla recente cronaca come la rivolta dei trattori, c’è un articolo che dovreste leggere. È di Roberto Pinton, consulente esperto di biologico e di normative alimentari, ed è da poco stato pubblicato sul quotidiano online Il Fatto Alimentare.
Ha molti pregi il testo di Pinton: da una parte la completezza, perché l’elenco delle  ragioni delle proteste – alcune valide e sacrosante, altre discutibili, altre ancora profondamente errate – si compila  e si rende comprensibile perché inserito in un quadro che contiene tutti, come dovrebbe essere: gli agricoltori e i loro trattori, naturalmente, le istituzioni europee e nazionali, i mercati – certamente – le organizzazioni agricole che dei coltivatori dovrebbero difendere gli interessi, ma anche noi tutti, come cittadini e consumatori. Sullo sfondo, attori silenziosi ma interessati e presenti anche se invisibili, le società dell’agrochimica: quelle che guadagnano producendo gli agrofarmaci, nome elegante che si vorrebbe imporre per sostituire il più comune e noto sin qui usato, ovvero pesticidi, Quasi come se raffigurare in forma più stilizzata e moderna il teschio rendesse meno velenose le sostanze sulle quali è apposto, a monito.

Già perché proprio questo è il titolo dell’articolo “Di pesticidi e trattori: ambiente e salute sconfitti dalle proteste degli agricoltori“.  Ed è una forte e competente disamina di quanto ancora non sia stato compreso – dagli agricoltori, dalle istituzioni, dall’opinione pubblica – che ciò che è velenoso, lo è davvero. E lo è anche se ci giriamo dall’altra parte, anche se in nome del profitto e della resa e della concorrenza, i legislatori rinunciano alle leggi utili e progressive in materia di pesticidi, leggi raggiunte (e votate) dopo anni di studi, ricerche e battaglie.
Abrogarle, ritardarle, annacquarle non è una vittoria degli agricoltori, ma una sconfitta per tutti.
E se non vi è ancora chiaro, lo sarà sicuramente se leggerete per intero l’articolo, che trovate a questo link.