22 Set La scienza lo certifica: il bio fa bene.
Si è conclusa la seconda fase della ricerca dell’Università di Tor Vergata sulla dieta mediterranea e il biologico e di nuovo i risultati parlano chiaro. Già alcuni mesi fa infatti avevamo dato notizia dei risultati molto incoraggianti della prima fase e la conferma che viene ora dalla seconda fase consolida quei dati e li accompagna con nuove ed eloquenti evidenze.
I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Microorganisms, sono lampanti: bastano già sole quattro settimane di dieta mediterranea biologica per modificare in modo misurabile la composizione del microbiota intestinale e aumentare l’abbondanza di batteri considerati benefici, con miglioramenti antinfiammatori, antiossidanti e immunomodulanti.
Gli eccellenti risultati del gruppo di studio capitanato direttrice della Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica dell’Università degli studi di Roma di Tor Vergata Laura Di Renzo dalla sono stati divulgati martedì 16 settembre, a Roma, all’interno della campagna “Il Bio Dentro di Noi”, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio il Biologico. A presentarli stamattina assieme a Laura di Renzo, il sottosegretario di Stato al MASAF Luigi D’Eramo, la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini, la presidente di AssoBio Nicoletta Maffini, la direttrice del Consorzio Il Biologico Alessia Ferrucci Morandi, il presidente di NaturaSì Fabio Brescacin, e la Vicepresidente della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati Luana Zanella.
L’attenzione che meritano questi risultati non va sottovalutata: lo studio di Tor Vergata è infatti il primo trial clinico a valutare l’impatto comparativo tra dieta mediterranea convenzionale e biologica e i dati prodotti dal secondo step aprono nuove riflessioni sul legame tra biologico, microbiota e salute.
Se infatti i sostenitori del biologico hanno sempre giustamente sottolineato come le produzioni biologiche siano determinanti nei confronti del rispetto dell’ambiente e della tutela della biodiversità, i risultati dello studio aggiungono forti evidenze che sottolineano quanto poi il biologico sia anche salutare per i consumatori.
Lo studio infatti dimostra che a parità di calorie e nutrienti, è la qualità degli alimenti a fare la differenza: la scelta del biologico amplifica gli effetti positivi della dieta mediterranea. Entrambe le diete aumentano la presenza di acidi grassi a catena corta, molecole centrali per il benessere dell’organismo, con effetti sull’immunità, sul metabolismo e sulla salute della barriera intestinale. Tuttavia, nella dieta mediterranea biologica, gli incrementi di diversi batteri benefici sono più marcati rispetto a quella convenzionale. Tra questi, Faecalibacterium prausnitzii ha evidenziato un incremento circa quattro volte superiore nel gruppo che ha seguito la dieta biologica. Anche Anaerostipes hadrus, noto per la sua capacità di produrre acidi grassi a catena corta, ha registrato un aumento più che doppio nel gruppo bio rispetto al convenzionale. Anche i Parabacteroides distasonis, che migliorano l’assorbimento dei grassi e la digestione, hanno mostrato un aumento del 125% nel bio, mentre nel gruppo convenzionale sono diminuiti. Inoltre, i risultati della ricerca hanno dimostrato che, a parità di dieta, sono le donne a beneficiare maggiormente del miglioramento del microbiota intestinale apportato dalla dieta mediterranea biologica.
“Si tratta di risultati importanti che confermano il valore della scelta biologica nell’alimentazione quotidiana”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. “Se da tempo la scienza ha mostrato il ruolo dell’agricoltura biologica per la biodiversità, la fertilità del suolo e il contrasto alla crisi climatica, oggi la ricerca dell’Università di Tor Vergata, sostenuta dal Ministero della Salute, dimostra che il biologico fa bene anche alla salute delle persone. Con la campagna ‘Il Bio dentro di noi’ vogliamo rafforzare l’alleanza tra mondo scientifico e associazioni del biologico, divulgare gli esiti della ricerca e favorire una corretta informazione ai cittadini, e chiedere di investire maggiormente sulla prevenzione, a partire dalla diffusione della dieta mediterranea bio nelle mense scolastiche”.
Perché le ricadute di queste evidenze non devono riguardare solo la coscienza dei singoli e le loro scelte personali. Occorre che queste siano accompagnate dalla consapevolezza delle istituzioni e dalle politiche che devono essere perseguite.
Nonostante i dati scientifici siano incoraggianti, in Italia infatti il consumo di biologico resta fermo al 3-4% del mercato, lontano dal 10% di molti Paesi del Nord Europa. “C’è ancora troppo scetticismo – ha aggiunto Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio – ma oggi abbiamo la prova scientifica che il biologico funziona. Ora chiediamo alle Istituzioni un impegno concreto per sostenere chi produce e chi consuma”.
AssoBio lancia quindi una doppia richiesta al Governo: più sostegno alle imprese agricole lungo tutta la filiera e misure concrete per i cittadini, come la riduzione dell’IVA o la possibilità di detrarre parte delle spese per prodotti biologici, sul modello delle detrazioni già previste per i farmaci.
PER APPROFONDIRE
- Titolo: Effects of Italian Mediterranean Organic Diet on the Gut Microbiota: A Pilot Comparative Study with Conventional Products and Free Diet
Rivista: Microorganisms, 13(7):1694, pubblicato il 18 luglio 2025
DOI: https://doi.org/10.3390/microorganisms13071694 - Title: Organic food quality promotes the MIIA effect (Microbiota–Immune–Inflammation Axis) in an Italian Mediterranean diet Authors: Laura Di Renzo, Simona Cesaroni, Giulia Frank, Barbara Pala, Daniel Oscar Cicero, Paola Gualtieri *, Greta Petrella
Rivista: Metabolites 2025, 15, 571, pubblicato il 26 agosto 2025
DOI: https://doi.org/10.3390/metabo15090571