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Chi decide davvero in Europa?

Un’inchiesta condotta congiuntamente da The Guardian e dal progetto investigativo Grilled smaschera le strategie e l’azione della Lobby agricola europea Copa-Cogeca per rallentare le riforme e dirigere le scelte della Commissione Europea sulle materie che ci stanno a cuore (e che dovrebbero stare a cuore tutti): pesticidi, allevamenti intensivi, benessere animale e molto più. Il risultato si condensa in una domanda pressante e inquietante: chi comanda a Bruxelles?

I fatti di casa nostra, anche recenti, tendono a mettere in cattiva luce il giornalismo investigativo. Ma a fronte della documentazione prodotta recentemente da Grilled in collaborazione con The Guardian (la cui autorevolezza non può essere messa in discussione) i dubbi sono pochi. E quello che emerge è un’azione lobbistica che assomiglia più che altro a un gigantesco complotto per soffocare il Green Deal, il piano strategico dell’Unione Europea che ha avuto in Farm to Fork, il piano decennale per rendere il sistema alimentare UE sano e rispettoso dell’ambiente, uno dei suoi pilastri fondamentali.

Quelli che sono venuti alla luce sono i documenti interni di Copa-Cogeca, associazione alla quale aderiscono tra gli altri anche Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che sostiene di rappresentare 22 milioni di agricoltori. Con un accesso privilegiato alle istituzioni comunitarie e un forte coinvolgimento nelle istituzioni, Copa-Cogeca è però molto più che un’associazione di settore che rappresenta gli interessi di suoi aderenti. I documenti venuti a galla mostrano che le sue pratiche vanno ben oltre e che lo scopo del suo operato è influenzare artatamente le scelte della Commissione, cercando alleanze interne alla stessa, producendo studi e ricerche fortemente orientati da utilizzare al momento giusto e agendo per rallentare in ogni modo l’applicazione di un progetto a lungo studiato e con fatica partorito dalla UE.

Un quadro più che preoccupante, che mostra ancora una volta come gli interessi delle multinazionali vengano tutelati, a scapito di quelli dei piccoli agricoltori e dei cittadini europei tutti.

Il caso dei pesticidi

La questione dei pesticidi è un ottimo esempio, oltre che uno dei più rilevanti, per comprendere le intenzioni e l’operato di Copa-Cogeca. Il piano europeo per dimezzare l’uso dei pesticidi e tutelare la biodiversità è stato letteralmente preso di mira con uno scopo ben preciso: costringere la Commissione ad abbandonare i suoi obiettivi in vista delle elezioni europee del 2024. Questo è avvenuto prima presentando una relazione d’impatto, destinata a rallentare per mesi il percorso del processo decisionale, poi presentando proprie ricerche, fortemente biased su quelli che sarebbero stati i costi economici della riforma.

E così, proprio poco prima delle elezioni di giugno, nel febbraio del 2024 la norma è stata ritirata.

Un altro terreno di scontro sono stati i pesticidi che sono stati dimostrati nocivi per le api e il famigerato glifosato (sul quale recentemente si è anche pronunciata la Corte Suprema degli Stati Uniti). In entrambi i casi l’azione di difesa degli interessi si è ottenuta con pressioni dirette sui governi nazionali.

Thomas Waltz, parlamentare europeo  dell’Austria che siede nella commissione agricoltura ha dichiarato “Copa-Cogeca si è concentrata sul sabotare, ritardare e infine sopprimere la regolamentazione per un uso sostenibile dei pesticidi. Agiscono negli interessi delle grandi multinazionali agrochimiche e contro il benessere dei piccoli e medi coltivatori”.

Carni rosse in libertà

Un altro significativo ambito di esercizio di pressioni indebite da parte di Copa-Cogeca è stato a favore del consumo di carni rosse (significativamente in linea con la “nuova piramide alimentare” ideata dal Dipartimento della Salute e da quello dell’agricoltura statunitensi). La proposta della commissione di limitare i finanziamenti destinati alla promozione delle carni rosse e a quelle lavorate nell’ambito dei suoi programmi contro il cancro, Copa-Cogeca lo ha visto come una minaccia esistenziale. E così ha ricercato alleanze con le lobbies dei produttori di vino e alcolici, in modo da aumentare la pressione sui governi nazionali. Guarda caso l’anno successivo le limitazioni furono ridotte, per poi essere del tutto abbandonate.

It takes two to tango, dicono gli inglesi. Per ballare il tango bisogna essere in due. E per influenzare la politica, alterando i processi decisionali democratici, occorrono istituzioni che si lasciano influenzare. Ed è anche questo che preoccupa altamente, gettando un’ombra sinistra sul comportamento della Commissione e sulle sue scelte.


VEDI ANCHE

L’articolo su The Guardian (in inglese)

L’articolo su Grilled (in inglese)

 

(Foto di Markus Spiske su Unsplash)